~ Chi sono ~

Il mio interesse nei confronti della chitarra nacque durante i miei studi presso l' Istituto Industriale di Cesena, una piacevole cittadina situata al centro della Romagna. La mia dedizione alla musica divenne fin da subito importante, gli dedicavo numerose ore al giorno e amavo ricercare chitarre che mi appagassero sia a livello sonoro che estetico.
L' idea di costruire strumenti musicali non fu certo immediata, anzi, trascorsero circa sette anni dal momento in cui iniziai a suonare a quello in cui progettai il mio primo strumento e le circostanze che mi avvicinarono alla liuteria furono diverse.

In primo luogo fu la motivazione, forse più comune: il desiderio di possedere uno strumento che rispondesse esattamente alle mie necessità, sotto tutti i punti di vista. Sembra banale ma in fondo non lo è: l' essere umano è unico, unici sono i suoi gusti. Gli strumenti industriali, per quanto abbiano il merito di aver permesso a chiunque di diventare un musicista, non possono essere perfettamente come li si desidera e differiranno sempre dal proprio strumento ideale.

In secondo luogo mio padre è un grande amante dell' artigianato ed avendo dedicato gran parte della sua vita alla lavorazione del legno ha acquisito conoscenze che si sono rivelate decisive per la realizzazione dei miei progetti. Durante il periodo universitario costruii diverse chitarre con l' aiuto di mio padre e, parallelamente, proseguii costantemente la ricerca di nuove conoscenze in ambito liutarile al fine di rendere gli strumenti sempre più perfetti (è d' obbligo annotare che durante la lavorazione della prima chitarra potei avvalermi dei preziosi consigli del liutaio Stefano Malusi, una persona squisitamente cordiale e disponibile).

Il giorno successivo alla laurea mi rinchiusi letteralmente in laboratorio e iniziai a dedicarmi a tempo pieno alla realizzazione e progettazione di strumenti che dovevano essere strutturalmente impeccabili, esteticamente gratificanti e comfortevoli. In un primo momento dedicai particolare attenzione alla sfera puramente estetica della chitarra essendo consapevole della non trascurabile importanza che essa riveste nella mente del musicista ma, inevitabilmente, mi imbattei in particolari troppo spesso sottovalutati ma di enorme, se non decisiva importanza. Quando un musicista è in alla ricerca di un nuovo strumento musicale spesso lo valuta in base al fattore estetico (l' hardware, il marchio o i vari endorser), tralasciando proprio quegli aspetti che influiranno maggiormente sull'utilizzo dello strumento stesso, come: larghezza, spessore e forma del manico, radius della tastiera, lunghezza della scala, altezza delle corde, materiale dei tasti e materiali costruttivi in generale. Ad esempio: una persona con una mano minuta suonerà decisamente meglio e più facilmente uno strumento con una scala corta (inferiore ai 63 cm), un manico sottile (meno di 20 mm al primo tasto) e non troppo largo (ad esempio 41 mm di larghezza al capotasto) rispetto ad uno con scala e manico di dimensioni maggiori e non adatte alla sua statura.

L' importanza del legno, specialmente nel manico, è decisiva per il raggiungimento del suono desiderato. Tralascio per il momento argomenti comunque importantissimi come la scelta del materiale dei tasti (non a caso utilizzo quasi esclusivamente tasti in acciaio inossidabile) e li rimando alla pagina dedicata.

Tutta la lavorazione della chitarra viene eseguita esclusivamente a mano utilizzando sia strumenti antichi, come ad esempio sgorbie, lime e lame che gli strumenti più moderni e precisi quali calibratrice, presse, fresatrici e numerosi strumenti esclusivamente ordinati e studiati per eseguire lavorazioni ben precise.

Il taglio delle sedi dei tasti ad esempio non è certo un procedimento che è conveniente eseguire utilizzando squadra e matita; la precisione e la perpendicolarità dei tagli richiesta rende praticamente indispensabile uno strumento ad hoc senza il quale la lavorazione di una tastiera risulterebbe ben più lunga, dispendiosa e impegnativa.

A mio parere un nodo cruciale è rappresentato proprio dal capire quale spazio riservare all' arte e alla creatività e quale rendere dominio esclusivo della tecnologia.

Personalmente cerco di creare un armonia tra le due sfere in modo da raggiungere quello che credo sia il miglior risultato in termini di bellezza, unicità e precisione.  A mio parere questo è il presente ed il futuro della costruzione di strumenti musicali di liuteria e segue una via decisamente diversa da quella scelta dai grandi marchi, spesso attratti dalla manodopera a basso costo dei paesi disagiati e proponendo prodotti (spesso) economici e largamente pubblicizzati .

La mia idea consiste nel volere adattare lo strumento al musicista e non il contrario, nel proporre un servizio su misura in un mondo che vuole uniformare e catalogare tutto e tutti. Per queste ragioni ho deciso di eseguire tutte le lavorazioni rigorosamente a mano, per poter consegnare ai miei clienti uno strumento che, una volta terminato, possiederà tutto il pregio che solamente la mano capace dell' uomo è in grado di conferire.

Olmo Bosi